di Natale Cuccurese

Con l’eccezione della Guyana francese – territorio d’oltremare in America del Sud- le due regioni col maggior rischio di povertà ed esclusione sociale dell’Unione Europea sono la Calabria e la Sicilia.

In Calabria la percentuale di abitanti a rischio è al 45,3% (in aumento dal 40,6 % del 2024), quota sfiorata anche sull’altra sponda dello Stretto di Messina col 44% (dal 38% del 2024), mentre non vanno molto meglio le cose in Campania, dove la percentuale è del 41,2% (dal 36,1% del 2024).

Insomma, è il Sud Italia in generale a rappresentare una ferita aperta da questo punto di vista. Ma ci sono anche le buone notizie. In Italia c’è anche la regione meno a rischio povertà del continente, la Provincia autonoma di Bolzano, dove solo il 6,6 % (comunque in aumento dal 3,9% del 2024) dei cittadini fatica a sostenersi.

Quindi abbiamo, grazie ai dati Eurostat riferiti al 2025, per l’ennesima volta, l’evidenza che viviamo in un Paese diseguale. In nessun Paese al Mondo, in nessun Continente, si verifica un caso simile di disparità territoriale, questa è una vergogna tutta e italiana. Altro che Costituzione, altro che Italia unita, altro che frottole.

La Questione meridionale si trascina da più di 160 anni e l’unica risposta che giunge dal governo è l’apartheid economica e sociale, per legge, verso i cittadini (di serie b) del Mezzogiorno, grazie all’Autonomia differenziata.

In vista delle prossime elezioni politiche nazionali nessun partito o coalizione parla di questa vergogna: il menefreghismo in questo caso è bipartisan e lo testimonia lo spazio negato nei programmi elettorali delle prossime elezioni fin qui discussi da alcune forze politiche, dove al Sud non sono nemmeno riservate le consuete due righe di prassi poste a “lavacro” morale della questione meridionale.

Ovviamente la cancellazione del Reddito di Cittadinanza operata dall’attuale governo non ha aiutato e anzi ha fatto arrivare il totale dei cittadini italiani in povertà assoluta alla cifra record di 5,7 milioni, cioè circa il 10% dei cittadini.

D’altra parte Meloni e la sua corte dei miracolati sono fan di Milei e della sua sega elettrica, per cui…

Non dimentichiamo poi le fantomatiche gabbie salariali, richieste senza vergogna a gran voce da leghisti e protoleghisti, e che in realtà, come spiego da tempo, sono già in uso da anni e che comportano già oggi, a parità di lavoro svolto, un salario del 50% più basso al Sud, come dimostrato da uno studio dalla CGIA di Mestre di un anno fa.

Tutte cose ampiamente note, ma avanti così e nell’ipotesi migliore l’Italia tornerà presto ad essere solamente “un’espressione geografica” (cit), mentre in quella peggiore assisteremo ad una deriva di stampo balcanico.

Altro che sovranismo e patriottismo peloso, mentre si avvicina una nuova guerra e i figli del Sud che compongono il 72% dell’Esercito Italiano presto torneranno utili come “carne da cannone”.

 

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