Di Antonia Trombetta
La festa di Sant’Anna rappresenta per l’Isola d’Ischia un evento carico di emozioni. Storia, turismo, fede e tradizione sono i pilastri su cui si fonda questa festa. Uno spettacolo svolto tra i luoghi identitari dell’isola. L’appuntamento estivo quest’anno è stato rinviato a fine mese. Secondo la tradizione la festa ha inizio il 23 luglio e termina il 26. Ischia organizza la sua ’notte magica’. I luoghi protagonisti nei primi due giorni sono stati: il borgo di Ischia Ponte, la Torre Guevara (nel piazzale d’ingresso si è tenuto un incontro sulla storia della festa per ricordare le radici della tradizione).
Nei successivi due giorni, come da calendario, la Messa delle Partorienti nella chiesetta di Sant’Anna e processione via mare; a seguire durante la serata finale, ovvero la grande notte di Sant’Anna, la sfilata delle barche allegoriche ha impreziosito l’intera scenografia. Un trionfo di Musica, intrattenimento e spettacolo. Al termine è stata proclamata la barca vincitrice e come da tradizione il gran finale l’atteso ‘Incendio del Castello Aragonese’ e i fuochi piromusicali (un’esperienza immersiva che ha evocato il passato).
Molti si chiederanno a quando risale questa antica tradizione che tutt’oggi suscita l’entusiasmo di isolani e turisti e cosa simboleggia Sant’Anna?
Le origini di questa festa risalgono al 1932, grazie ad un gruppo di amici. La processione dei pescatori locali via mare, era dedicata alle mogli, le partorienti che venivano accompagnate fino alla chiesa di Sant’Anna, nella baia di Cartaromana. La Santa è protettrice delle donne in gravidanza, a lei si chiedeva la grazia di un parto sicuro. Col tempo è diventato un rito collettivo, un appuntamento imperdibile, che accende l’estate ischitana.
La chiesa è eretta davanti al Castello Aragonese, di fianco alla Torre di Michelangelo (oppure Torre Guevara) e la sera del 26 luglio, nello scenario della baia di Cartaromana una sfilata di barche allegoriche apre la festa. Più tardi l’incendio del Castello Aragonese e il grandioso spettacolo di fuochi d’artificio. Negli anni, si decise di addobbare delle barche, creare una vera e propria sfilata, finendo per riportare in vita un’antica tradizione. I temi delle barche addobbate cambiano ogni anno.
Le barche allegoriche sono realizzate da artigiani, artisti e rappresentano l’idea di identità locale; la sfilata è anche una competizione che richiama esperti in diversi campi a giudicare e stilare una classifica. A donare un’ulteriore suggestione ci sono le ‘ lampetelle’ che simulano il bagliore rossastro e fungono da cornice.
Esse sono posizionate sugli scogli di Sant’Anna, sui bastioni del Castello Aragonese e sui merli della Torre di Michelangelo. Forse antichità e innovazione, tradizione e lettura contemporanea sono il punto di forza di questa festa, che a distanza di molti anni richiama ancora l’attenzione di isolani e visitatori regalando loro emozioni uniche intorno allo specchio d’acqua della baia.
