di Natale Cuccurese
La Banca d’Italia ha annunciato che nel mese di maggio il nostro debito pubblico ha stabilito un nuovo massimo storico. Notizia che può apparire scontata viste le locuste meloniane al governo, però sapendo però che abbiamo fatto ricorso ai diversi miliardi, quelli del PNRR, forse si poteva anche pensare per un po’ di mesi non superavamo i record storici per quanto riguarda il nostro debito pubblico, ed invece…
E’ trascorsa più di una settimana da quando la Banca d’Italia ha dato la notizia, nessun TG pubblico o privato ne ha parlato. Ben 3.181,1 miliardi di euro, questo è il nuovo record storico per il nostro debito pubblico. Così ogni italiano ha sul groppone un debito di 53.943 euro, ultracentenari e neonati compresi. Ci chiedono continui sacrifici, ma fra acquisto di armi e mala gestione il debito pubblico aumenta senza sosta.
Come se non bastasse dobbiamo pensare che è già iniziato il periodo di preammortamento per quanto riguarda i prestiti ottenuti attraverso il Next Generation EU. Un debito a interessi non bassissimi che finiremo di pagare addirittura nel 2058.
Dovremo restituire 122 miliardi e 600 milioni, mentre 70 miliardi erano a fondo perduto, comunque soldi nostri visto che l’Italia è contribuente netto dell’Unione. 122 miliardi e 600 milioni più interessi da restituire in trent’anni a tasso variabile. Ricordo che nelle ultime emissioni il tasso è stato del 3,56%, sicuramente non un tasso di favore.
Come per “un mutuo casa” ci sarà un periodo di prefinanziamento, ossia un periodo nel quale pagheremo solo interessi. Periodo che è già iniziato e terminerà nel 2031, dal 2032 cominceremo a restituire anche il capitale e saranno dolori.
Quest’anno, nel quale pagheremo solo interessi, il Ministero dell’economia e delle finanze, il leghista Giorgetti, ha stanziato 2,8 miliardi. Purtroppo questa cifra continuerà ad aumentare, ed in particolare aumenterà molto dal 2032 quando, come ho detto, oltre agli interessi cominceremo a restituire anche il capitale.
La rata annuale si stima così che aumenterà continuamente toccando un massimo nel 2037 quando si stima che dovremo versare tra quota capitale e quota interesse 9,1 miliardi, da quel momento le rate successive diminuiranno gradatamente fino al 2058. Essendo a tasso variabile non si può però sapere quanto ci verrà a costare di interessi questa “truffa del PNRR”, ma le stime fatte ai tempi della richiesta di prestito ora dovrebbero essere ritoccate al rialzo visto l’aumento dei tassi, comunque si era calcolato che il prestito di 122,6 miliardi ci verrà a costare in totale altri 67,3 miliardi di soli interessi.
In altre parole da adesso al 2058 dovremo restituire all’Unione Europea 189,9 miliardi di euro, 122 miliardi e 600 milioni di capitale e almeno 67 miliardi e trecento milioni di interessi.
E’ questa, ormai a consuntivo, una parte della “Truffa del PNRR” di cui scrivo da anni. Scrivo “una parte” perché mentre i cittadini del Centro-Nord vengono “truffati” “solo” con la richiesta di nuovi e infiniti sacrifici quelli del Mezzogiorno subiscono una doppia “truffa” fatta non solo di richiesta perenne di sacrifici, ma anche della contemporanea distrazione dei fondi (sempre a favore della sola Locomotiva), fondi che per indicazioni Ue dovevano per il 68% essere indirizzati verso il Sud, così da iniziare a colmare il vergognoso gap Nord/Sud del nostro Paese che non ha eguali nel mondo, ed invece…
Anche da queste previsioni fosche e definitive si rafforza in funzione difensiva la proposta di “Autonomia differenziata” portata avanti da Calderoli. Alcune Regioni tentano cioè di scappare dall’unità nazionale e di salvare il salvabile pro domo loro, sempre all’insegna dell’egoismo territoriale. Ma di questo schema avremo modo di parlane nei prossimi mesi.
