di Antonio Bianco senior

La destra di governo sacrifica il Sud e senza rimorsi porta avanti il progetto di regionalismo differenziato che smantella l’unità e la coesione territoriale del Paese dimenticando che nelle elezioni del 2022 ha ottenuto nel Meridione circa il 30% dei voti.

La denuncia è del capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra al Senato (AVS), Peppe De Cristofaro,che mette in relazionelo scambio di favoritra la legge elettorale proposta da Fratelli d’Italiache prevede l’assegnazione del 60% dei seggi alla coalizione che ottiene il 40% dei voti e le pre-intese volute dalla Lega riguardo al trasferimento delle funzioni relative alla protezione civile, alle professioni, alla previdenza complementare e integrativa e alla tutela della salute sottoscritte dal governo con Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria. Patto che sgretola il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge e incrementai divari, già esistenti, tra le due aree del Paese.

Basta ricordare in ambito sanitario la migrazione dei meridionali che prosegue incessante verso le regioni firmatarie delle pre-intese, le liste di attesa che precludono a 5 milioni di cittadini l’assistenza e la prevenzione sanitaria e, negli altri casi, indirizzando le persone verso l’assistenza in intramoenia a pagamento pur di ottenere prestazioni sanitarie tempestive. Il progetto della Meloni è chiaro: i meridionali sono dei “fratellastri” d’Italia.

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