di Antonia Trombetta
Nella seconda metà del Settecento molte discussioni furono incentrate sulla possibilità di definire due nuove categorie estetiche: il sublime e il pittoresco. All’epoca vigeva l’ideale del bello accanto a quello winkelmanniano ispirato all’arte greca. La Gran Bretagna è il luogo in cui queste nuove prospettive sono oggetto di approfondimento.
Il concetto di pittoresco nasce in pittura con tre pittori: Nicolas Poussin, Claude Lorrain e Salvator Rosa che rappresentano nei loro dipinti paesaggistici seicenteschi, degli scorci molto suggestivi, dove la natura si presenta serena e in armonia.
Il pittore britannico, Thomas Jonesè noto per le sue pitture paesaggistiche del Galles e l’Italia. Il suo legame con Napoli risale al soggiorno che fece in questa città tra il 1778-1783.
Nel 1781 accade un aneddoto importante, il pittore organizza un appuntamento con un amico in un’osteria “ sulla via per Santa Maria de’ Monti” (zona orientale di Napoli tra Capodimonte e Capodichino), ma la sua attenzione si pone su una folla: un fatto di sangue tra due guardie. Nel suo diario di viaggio, egli appunta che è “una bellissima strada scoperta per caso, scavata nella roccia ed offre innumerevoli scorci pittoreschi…”.
Quando l’amico arrivò a Napoli lo portò a vedere questo posto romantico. Quest’evento evidenzia, in modo significativo, quanto il concetto di pittoresco si leghi a quello di romantico. Una storia eccezionale ed emblematica allo stesso tempo. È famoso di Jones, l’olio su carta “Balcone a Napoli” del 1782, non è una veduta paesaggistica classica, ma l’artista immortala un modesto scorcio urbano, facendo spiccare al centro un balconcino. Il muro e le sue macchie ci raccontano i segni della vita quotidiana.
L’amico e acquerellista britannico di paesaggi Francis Towne, su questo modello, riproduce “una veduta dell’interno del Colosseo”, un acquerello datato 1780 eseguito a Roma. Qui, l’architettura antica, l’arco di Costantino, le rovine insieme con la vegetazione convivono in armonia tra loro. Nel suo viaggio di ritorno verso l’Inghilterra, Towne si fermò a disegnare alcuni paesaggi montani sulle Alpi. È tra i primi artisti a misurarsi con l’idea di sublime.
De sublime è il titolo di un trattato anonimo che risale all’altezza del I secolo d.C., ma fu ancora una volta che in Gran Bretagna grazie all’opera di Edmund Burke, prende forma questo nuovo modo di vedere, un’indagine che sfiora il pittoresco ma si distingue nettamente da esso. Gli spettacoli più estremi che la natura ci offre hanno il potere di incantarci e affascinarci allo stesso tempo. Mare in tempesta, eruzioni, cascate enormi: hanno il potere di spaventarci ed emozionarci.A fine del Settecento molti pittori fecero proprie queste idee tra cui Joseph Wright of Derby, pittore inglese. È famosa la sua tela “Vesuvio in eruzione” datata 1773-1775, in essa si concentra l’interesse e lo stupore davanti ad uno spettacolo straordinario che la natura ci regala: un evento del tutto inaspettato.
