di Antonia Trombetta

I paesaggi della Basilicata sono incantevoli, dal mare alle montagne dell’entroterra si incontrano profumi, colori e atmosfere rilassanti. Probabilmente, se dovessimo scegliere una parola che ci accompagni per tutta l’estate potremmo dire ‘viaggiare’. Un momento di svago, senza tralasciare storia e tradizione, alla ricerca della calma interiore.   

Dal 2023, tra i borghi più belli d’Italia c’è Maratea che affaccia sul Mar Tirreno con i suoi diversi punti panoramici mozzafiato. La tesi maggiormente accettata è che l’origine del nome risalga ad una parola greca, tradotta come ‘ luogo del finocchio selvatico’, poiché in tutto il territorio, in particolare, sulla montagna cresce il finocchietto selvatico; anche se altre interpretazioni non sono del tutto da escludere.

Maratea ha sei torri costiere di avvistamento che in passato hanno assunto un ruolo di primaria importanza unendo sicurezza, protezione e comunicazione. Citandone alcune ritroviamo la Torre di Acquafredda, la Torre Apprezzami l’Asino e la Torre Santavenere.

Il santo patrono e protettore è San Biagio e la Basilica dedicata a lui si trova in cima al monte omonimo. Sulla cima del monte San Biagio, si erge il ‘Cristo Redentore’, un’opera particolarissima sia per la sua posizione che per la sua altezza. Risalente alla fine degli anni Sessanta e collocata dove anticamente esisteva il nucleo medievale di Maratea (chiamato ‘Castello’).

Il ’Cristo Redentore’ è il simbolo della città e portatore di un grande messaggio. Con le sue braccia aperte, lo sguardo rivolto verso l’interno, la terra, vuole comunicare qualcosa di più profondo: guardare a Dio e quindi estendere uno sguardo sulla gente, senza perdere di vista quanto sia importante riconoscere la vera fonte d’amore e di protezione, di cui disponiamo soprattutto nei momenti difficili.

È un Cristo di pace e di accoglienza, che a guardarlo dal mare non fa emergere tutti i dettagli, presentandosi a prima vista solo con le braccia spalancate. A guardare sembra un’istantanea incorniciata all’interno di un paesaggio meraviglioso, con quei colori del mare particolarissimi. Molti visitatori provenienti da ogni parte decidono di fare tappa qui ogni anno.

Maratea è famosa anche come ‘città delle 44 chiese’. Il rapporto che questa terra ha con la fede è molto prezioso. Le chiese uniscono arte e storia come la già citata Basilica di San Biagio, continuando con la Chiesa dell’Annunziata (nella piazza, dove è presente la colonna votiva a San Biagio, del 1758, riportante sulla base un’antica iscrizione) e la chiesa della Madonna del Rosario.

La città e il mare si incontrano negli eventi attesi e di devozione. Un esempio è la festa della Madonna del Portosalvo, durante la quale si affida alla Vergine la protezione di tutti i marinai e pescatori. Sin dal passato, i pescatori erano devoti a questa Madonna. Di fatti, nel porto è situata la ’Chiesa di Maria Santissima del Portosalvo’.

La devozione alla Madonna di Portosalvo risale alla fine del Cinquecento, grazie non solo ai pescatori ma a tutti coloro che attraversavano il mare per lavoro (i commercianti). Questa ricorrenza cade a fine giugno, il momento più emblematico è la processione della Madonna via mare, passando prima per il porto, imbarcandosi, per arrivare fino all’isola di Santo Janni e terminando con uno scenario pirotecnico.

 

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