di Salvatore Lucchese

A fine Ottocento, rispetto al dibattito relativo al dualismo sociale, economico e civile tra il Nord e il Sud d’Italia, un giovane socialista, Gaetano Salvemini, ebbe ad osservare che:

Si possono scrivere milioni di volumi geniali sul problema meridionale, si possono escogitare i più efficaci e sicuri rimedi ai mali del napoletano e della Sicilia; tutto questo lavoro non caverà un ragno dal buco, finché nel Mezzogiorno stesso non si determinerà un movimento energico, costante, organico, che abbia lo scopo di attuare tutte quelle riforme, che per ora non sono che pii desideri degli studiosi. Ora ciò è possibile? E in che modo avverrà? (G. Salvemini, La questione meridionale, in ID., Scritti sulla questione meridionale (1896-1955), Einaudi, Torino 1955, p. 38).

A centoventotto anni di distanza dalle osservazioni critiche mosse da Salvemini al meridionalismo dì indirizzo liberale, non solo la situazione non è cambiata ma è addirittura peggiorata.

È peggiorata, in quanto, in ottemperanza all’egemonica questione settentrionale agitata da (quasi) tutti i partiti dell’arco parlamentare, ed in ossequio alla teoria neo-liberista dello “sgocciolamento” e della “locomotiva”, si mira all’istituzionalizzazione permanente, strutturale e definitiva dello storico divario tra le “due Italie” mediante l’attuazione di una forma singolare di federalismo asimmetrico ed estrattivo: il regionalismo differenziato, meglio conosciuto come la “secessione dei ricchi”.

Non è cambiata, perché anche quando la questione meridionale torna a fare timidamente capolino nel dibattito pubblico si continuano a “scrivere milioni di volumi geniali sul problema meridionale” senza mai porsi la domanda sul “chi rimedierà”, ossia sulla costruzione, come appunto ebbe ad osservare Salvemini, di quel “movimento energico, costante, organico, che abbia lo scopo di attuare tutte quelle riforme, che per ora non sono che pii desideri degli studiosi”.

Un esempio calzante di tale situazione di stallo ci è offerto dalle recenti proposte di risoluzione della questione meridionale avanzate sia dai Comitati No Autonomia differenziata sia da Confindustria Napoli.

Mentre i primi pongono l’accento sulla “necessità di una reale connessione delle lotte del Nord con quelle del Sud, espressioni delle esigenze popolari di pace, di uguaglianza dei diritti, di difesa delle libertà civili, di superamento delle diseguaglianze sociali e dei divari territoriali, la seconda richiede un piano di perequazione territoriale in un’ottica euro-mediterranea.

Cosa fare è chiaro: lotte per i diritti e per il superamento delle diseguaglianze territoriali mediante la perequazione sociale ed infrastrutturale. Ma chi deve fare cosa non lo è affatto.

Chi deve unificare le lotte? Quali partiti? Quali movimenti? E facendo riferimento a quali blocchi sociali? I partiti di centro-sinistra, che oggi sì sono uniti nella comune lotta al regionalismo differenziato, ma che ancora oggi non oppongono dialetticamente alla centralità della questione settentrionale quella della questione meridionale, oggi “nuova questione meridionale”? O il governo di centro-destra, al quale, mentre si appresta a cristallizzare il gap Nord-Sud tramite l’attuazione del regionalismo differenziato, Confindustria Napoli chiede di avviare la perequazione tra le “due Italie”?

Insomma, gli ingredienti per ricomporre l’“Italia divisa e diseguale”, e non solo dal punto di vista territoriale, ci sono tutti, ma manca lo ‘Chef stellato’ capace di amalgamarli in un’unica pietanza.

In altri termini, a partire dalle sue classi sociali più marginali e subordinate, disoccupati, inoccupati, precari, lavoratori a nero, donne e giovani ‘terroni’, non solo discriminati per le loro condizioni sociali, di genere e generazionali, ma anche per la loro collocazione territoriale, il Sud è ancora senza rappresentanza.

Bibliografia essenziale  

Bianchi L., Fraschilla A., Divario di cittadinanza. un viaggio nella nuova questione meridionale, Rubbettino, Soveria Mannelli 2020.

Fauzia C., Amenta V., Femminismo terrone per un’alleamza dei margini, Edizioni Tlon, Roma 2024.

Salvemini G., Scritti sulla questione meridionale (1896-1955), Einaudi, Torino 1955.

Viesti G., Contro la secessione dei ricchi. Autonomie regionali e unità nazionale, Laterza, Bari-Roma 2023. 

Villone M., Italia divisa e diseguale. Regionalismo differenziato o secessione occulta?, Editoriale scientifica, Napoli 2019.

 

 

 

     

 

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