di Salvatore Lucchese

Mentre nelle regioni meridionali le mafie continuano ad essere presenti soprattutto mediante il controllo diretto del territorio, in quelle settentrionali, invece, puntano prevalentemente al riciclaggio del denaro sporco mediante gli investimenti nell’economia legale.

Questo, in ultima analisi, è quanto emerge dal Rapporto Svimez 2025. L’economia e la società nel Mezzogiorno. Come vi viene evidenziato:

L’analisi Svimez–Guardia di Finanza sui reati economici dal 2010 al 2024 evidenzia un dato chiave: 61,4 miliardi di euro riciclati, secondo gli accertamenti delle Fiamme Gialle. La geografia del fenomeno sorprende solo in parte: 29,8 miliardi al Nord, 20,3 miliardi al Centro, e 11,3 miliardi nel Mezzogiorno. Oltre l’80% dei capitali sporchi trova quindi sbocco nelle regioni più ricche, in particolare Lazio, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

Di contro, sempre secondo la Svimez:

Nel Mezzogiorno, invece, la presenza mafiosa continua a manifestarsi soprattutto nel controllo del territorio. L’usura resta il reato più indicativo: 2.739 denunce al Sud, a fronte di 1.175 nel Centro e 1.401 al Nord. Un divario che riflette il radicamento storico delle principali organizzazioni criminali nelle regioni di origine, dove l’intimidazione e la “reputazione sociale” continuano a garantire potere e consenso.

 

 

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