Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Massimo Cogliandro
È conclamato che il Sud ed i meridionali tacciono e non richiedono i propri diritti è meno conclamato che le norme emesse da padre stato permettano di fare figli e figliastri! È il caso dell’art. 108, comma 7, D.Lgs. 36/2023 del Nuovo Codice degli Appalti che recita:
“7. I documenti di gara oppure, in caso di dialogo competitivo, il bando o il documento descrittivo indicano i singoli criteri di valutazione e la relativa ponderazione, anche prevedendo una forcella in cui lo scarto tra il minimo e il massimo deve essere adeguato. Per ciascun criterio di valutazione prescelto possono essere previsti sub-criteri e sub-pesi o sub-punteggi. Ai fini della tutela della libera concorrenza e della promozione del pluralismo degli operatori nel mercato, le procedure relative agli affidamenti di cui al Libro II, parte IV, possono prevedere, nel bando di gara, nell’avviso o nell’invito, criteri premiali atti a favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese nella valutazione dell’offerta e a promuovere, per le prestazioni dipendenti dal principio di prossimità per la loro efficiente gestione, l’affidamento ad operatori economici con sede operativa nell’ambito territoriale di riferimento. Negli appalti di forniture o negli appalti misti che contengano elementi di un appalto di fornitura, i bandi di gara, gli avvisi, gli inviti possono prevedere criteri premiali atti a favorire la fornitura di prodotti da costruzione che rientrano in un sistema di scambio delle emissioni per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Le disposizioni di cui al terzo e quarto periodo si applicano compatibilmente con il diritto dell’Unione europea e con i principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità. Al fine di promuovere la parità di genere, le stazioni appaltanti prevedono, nei bandi di gara, negli avvisi e negli inviti, il maggior punteggio da attribuire alle imprese per l’adozione di politiche tese al raggiungimento della parità di genere comprovata dal possesso della certificazione della parità di genere di cui all’articolo 46-bis del codice delle pari opportunità tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198. La stazione appaltante verifical’attendibilità dell’autocertificazione dell’aggiudicataria con qualsiasi adeguato mezzo.”
La sua interpretazione, anche se non sono un giurista, risiede nel dare alle stazioni appaltanti facoltà di favorire, solamente con punteggi di merito, le aziende del territorio, senza escludere tutte le altre per garantire la concorrenza. Personalmente avrei seri dubbi nella pluralità dei casi che si concretizzano ma lo trovo correttissimo ed ovvio se si tratta ad esempio di fornire ad una mensa scolastica pasti caldi che logicamente non posso arrivare da centinaia di chilometri di distanza. Così può capitare per altri tipi di forniturae quindi sarebbe giusto applicare tale criterio solo in casi specifici ben delimitati. Il principio, tra l’altro, è facoltativo ed è di natura solamente premiale. Quindi la legge non permette di escludere a priori aziende esterne al territorio.
Non sembra dello stesso avviso il consiglio Metropolitano di Milano che con delibera 5938/2023, pubblicata 27/09/2023, nr. 148155/2023, avente per oggetto: “Adozione del nuovo schema di convenzione per l’esercizio della stazione unica appaltante (sua) a servizio dei comuni metropolitani, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo codice dei contratti pubblici e della sottoscrizione dell’accordo quadro disciplinante le modalità di collaborazione in materia con le province diMonza e Brianza e di Lodi” ha approvato quanto segue:
punto 5 lettera “f) procedere all’effettuazione di ordini su strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza anche per importi superiori ai livelli di qualificazione posseduti, con preliminare preferenza per il territorio regionale di riferimento.Se il bene o il servizio non è disponibile o idoneo al soddisfacimento dello specifico fabbisogno della stazione appaltante, oppure per ragioni di convenienza economica, la stazione appaltante può agire, previa motivazione, senza limiti territoriali; …
Impedendo così la partecipazione agli appalti alle ditte di fuori regione, contrariamente alla legge, ovvero al citato art. 108 del Nuovo Codice degli Appalti. Tale concetto di esclusione dalla possibilità di partecipazione ai bandi è ribadito nella stessa pagina al punto successivo con l’unica possibilità di deroga, solo in caso “motivato” di mancanza, inidoneità o convenienza economica della fornitura:
punto 6 lettera “d) effettuano ordini su strumenti di acquisto messi a disposizione dalle centrali di committenza qualificate e dai soggetti aggregatori, con preliminare preferenza per il territorio regionale di riferimento. Se il bene o il servizio non è disponibile o idoneo al soddisfacimento dello specifico fabbisogno della stazione appaltante, oppure per ragioni di convenienza economica, la stazione appaltante può agire, previa motivazione, senza limiti territoriali;…”
Quindi appare chiaro a tutti il legame causale tra la condotta illecita (violazione dell’art. 108, comma 7, D.Lgs. 36/2023) e l’evento del reato (ingiusto vantaggio patrimoniale alle aziende di quel territorio) quindi: un probabile caso di abuso d’atti d’ufficio!
Però il reato è stato depenalizzato ex legge n. 114 del 2024. Leggesse il Commissario Montalbano esclamerebbe: “Guarda guarda!”
Se incrociate le date delle normative e la vigenza del governo trovate una risposta comune a caratterizzare l’indirizzo politico ovvero sono norme studiate dalla Lega Nord, da Fratelli d’Italia e Forza Italia ovvero quelle forze politiche che ai comizi promettono il rilancio del Sud e appena governano costruiscono muri insormontabili anche per le nostre aziende in barba alla loro origine conservatrice che dovrebbe portarli a premiarle. Va anche detto, ad Honor del vero, che questo “banchetto” nordista ha trovato un accondiscendente sindaco del comune di Milano ascrivibile alla opposta parte politica!
Quindi destra e sinistra nordista quando si tratta di favorire i propri territori non vanno per il sottile e si scordano di chi sta peggio di loro! Per questo non mi stancherò mai di ripeterlo i meridionali devono darsi una forza politica territoriale che cancelli normative del genere e che difenda la gente e le imprese del Mezzogiorno come potrebbe essere il Partito del Sud di cui mi onoro appartenere!
