di Salvatore Lucchese

Israele sotto Netanyahu sta imboccando, come un ciuco ubriaco, la strada verso una debacle economica senza precedenti e l’isolamento internazionale. Se riusciremo ad uscirne, ci vorrà del tempo per rimetterci in sesto. Dell’immagine morale di Israele non parlo, perché l’ha persa da tempo. Gaza non rischia di essere la tomba di Netanyahu e dei suoi folli seguaci, ma la nostra. E non abbiamo fatto niente per impedirlo. Di fatto siamo suoi complici, ignobilmente complici. La giusta e crudele punizione non tarderà a raggiungerci. È uno dei capitoli più infami della storia del sionismo moderno. I morti ammazzati di Gaza, donne e bambini, ci inseguiranno con le loro torce fiammeggianti fino al fuoco dell’inferno. E ora provate a bloccarmi e a cancellare il mio post ipocriti, pavidi e vigliacchi. Siete una vergogna nella storia del popolo di Israele”.

Questo quanto scritto domenica 10 agosto sulla sua pagina Facebook personale da Ariel Toaff, figlio del rabbino capo di Roma Elio Toaff, professore emerito presso l’Università Bar-Ilan di Ramat Gan a Tel Aviv, già rabbino di Pisa ed una delle voci più autorevoli dell’ebraismo sia in Italia sia in Israele che in campo internazionale.

I riferimenti a Gaza come “nostra” “tomba” (degli israeliani, ndr) e come “uno dei capitoli più infami della storia del sionismo moderno”, all’essere “complici, ignobilmente complici” di “Netanyahu e dei suoi folli seguaci, alla “giusta e crudele punizione” (degli israeliani, ndr) per “I  morti ammazzati di Gaza, donne e bambini” che, prosegue Toaff, “ci inseguiranno con le loro torce fiammeggianti fino al fuoco dell’inferno”,  contribuiscono a rompere l’immagine, sì storica, ma oggi stereotipata ed utilizzata in modo mistificatorio, degli ebrei sempre e solo vittime, per porre, di contro, l’accento sul loro essere carnefici, ossia, sulla colpa morale e politica collettiva degli israeliani per quanto, ad oggi, sta impunemente compiendo il governo Netanyahu ai danni d’inermi civili, donne e bambini palestinesi rappresentati ignobilmente dalla propaganda sionista come “animali umani” da massacrare ed espellere definitivamente dalla loro terra.

Insomma, grazie anche alla denuncia pubblica dello storico italo-israeliano autore del celeberrimo libro Pasque di sangue inizia a cadere il velo di Maya che cela il “cuore di tenebra” della cultura razzista, suprematista, colonialista ed imperialista non del solo Stato d’Israele, bensì del Nord globale a discapito del Sud globale, di cui quello che resta della popolazione e del territorio palestinesi è uno degli anelli più debole della catena.       

 

Condividi: