di Antonio Bianco senior

Ha senso parlare di due Stati due popoli? Si può portare a compimento l’impossibile? Il tempo è gravido di fosche nubi colme di odio e rancori amplificati dall’eccidio del 7 ottobre perpetrato da Hamas. Oramai è chiaro, Israele vuole annettere Gaza, uccide con ogni mezzo e senza scrupolo i bambini, le donne, gli uomini inermi, colpisce indiscriminatamente i soccorritori, i medici, gli infermieri.

Sono vittime di errori involontari, così li definisce Herzog, presidente di Israele, errori nei quali, ad avviso di Sergio Mattarella“è difficile non ravvisarvi l’ostinazione a uccidere indiscriminatamente” (Il Manifesto, 2 agosto 2025). Dispiaciuto delle parole di Mattarella, Herzog su X scriveva: “Israele non ha intenzione di uccidere indiscriminatamente”, prosegue “Vogliamo solo vivere in pace e sicurezza. Sì, gli errori accadono in guerra e non siamo indifferenti al dolore dei civili palestinesi a Gaza”. 

Ha ragione, l’esercito israeliano non uccide in modo indiscriminato ma lo fa scientemente sotto gli occhi del mondo. Senza vergogna, a sangue freddo, vengono riproposte immagini seppellite negli archivi storici. Ieri erano gli ebrei chiusi nei lager ad esseresterminati dai nazisti, oggi, i Palestinesi chiusi nei territori subiscono l’identico trattamento ad opera dell’esercito israeliano macchiatosi del reato di ‘genocidio’.

Termine che oramai si fa strada nella comunità israeliana, tant’è che lo scrittore di fama mondiale, David Grossman, non ha timore a dichiarare: “Per anni ho rifiutato di utilizzare questa parola: ‘genocidio’. Ma adesso non posso trattenermi dall’usarla, dopo quello che ho letto sui giornali, dopo le immagini che ho visto e dopo aver parlato con persone che sono state lì”.

Inoltre, reputa opportuna la volontà di Francia, Germania, Regno Unito, Canada di riconoscere lo Stato Palestinese (Repubblica, 1 agosto 2025). Ad avviso dalla senatrice Liliana Segre, il termine genocidio usato per le azioni poste in essere dall’esercito israeliano potrebbero attenuare il barbaro sterminio degli ebrei da parte dei nazisti nella seconda guerra mondiale. (Repubblica, 2 agosto 2025). Il pensiero della Segre va rispettato, però non può ignorare le voci autorevolidei massimi esperti di diritto internazionale, storici, studiosi dell’Olocausto, ebrei ed israeliani, come Amos Goldberg e Raz Segal che considerano la strage a Gaza un genocidio (Il Fatto Quotidiano, 5 agosto 2025).

Va dato il giusto termine agli eventi che accadono, diversamente si rischia di diventare silenziosi complici della cruda realtà intrisa del sangue dei Palestinesi.

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