di Antonia Trombetta
Intervista di Antonia Trombetta alla dott.ssa Marta Colaps, biologa nutrizionista, laureata in Scienze Biologiche presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II con il massimo dei voti.
Ha iniziato a seguire diversi corsi professionalizzanti volti all’apprendimento di nozioni, conoscenze e pratica nell’attività di biologa nutrizionista, tra cui il “Corso di Alta Formazione in Nutrizione e Dietetica” presso lo StudioSANA di Torre del Greco. Ogni anno, inoltre, svolge regolarmente la sua Formazione Continua in Medicina, attraverso corsi di aggiornamento per conseguire i crediti ECM. Attualmente esercita l’attività di nutrizionista in Libera Professione sia presso il Centro Diagnostico San Ciro che nel suo studio privato al Piazzale Brunelleschi n.30 entrambi localizzati a Portici. La dottoressa Colaps si occupa in particolare di consulenze nutrizionali, educazione alimentare ed elaborazione di piani nutrizionali personalizzati in base a diversi criteri quali l’età, il sesso, i gusti, lo stile di vita e le eventuali patologie di ciascun paziente. Un’eccellenza meridionale capace di osservare i ritmi della salute che coinvolgono corpo e mente passando per un’attenta valutazione di tutte le possibili necessità che incrociano lo svolgimento della vita di un paziente.
Un’alimentazione corretta ed equilibrata permette all’organismo di introdurre tutti i nutrienti necessari, migliorando la nostra qualità di vita e aiutandoci a prevenire diversi tipi di malattie. Mangiare sano ci fa sentire energici e allo stesso tempo ci permette di contare al meglio sulle nostre risorse fisiche e mentali. Di sicuro, la ‘ dieta ‘ è qualcosa da organizzare su misura, per ogni singolo individuo, a seconda delle esigenze. Scegliere quella giusta non significa seguire le tendenze del momento.
Dottoressa ci può elencare quante tipologie di diete ci sono, e quale regime alimentare per lei è il migliore da seguire?
Questa è una domanda molto interessante, perché quotidianamente sentiamo parlare di tantissime tipologie di diete ma è importante fare una distinzione. Ci sono modelli alimentari supportati da solidissime evidenze scientifiche e altri che invece nascono da mode del momento o da teorie prive di fondamenti scientifici. Pensiamo, ad esempio, alla dieta del gruppo sanguigno, alla dieta paleolitica o ad altri regimi che promettono risultati straordinari in poco tempo senza essere supportati da studi. Spesso mi capita di ricevere in studio pazienti che quasi pretendono a priori che io stili per loro uno di questi piani alimentari, di cui hanno sentito parlare sul web, senza capire che è solo compito del professionista inquadrare il paziente e stabilire come meglio procedere, quale dieta portare avanti, sulla base di tutti i dati presi in fase di anamnesi. Credo che nessuno oserebbe suggerire al proprio medico quale farmaco o terapia farsi prescrivere. La stessa cosa vale per l’alimentazione. Un piano alimentare va sempre costruito sulla singola persona, in base all’età, allo stato di salute, allo stile di vita, all’attività fisica e agli obiettivi che si pongono.
Il mio consiglio quindi è di diffidare sempre dalle soluzioni ‘miracolose’. Quando si parla di salute, bisogna chiedersi sempre quale sia la dieta più sicura ed efficace.
Ad oggi, il modello alimentare che continua a dimostrare i maggiori benefici è la ‘Dieta Mediterranea’, che è diventata anche patrimonio UNESCO. Più che una dieta, è uno stile di vita, fatto di alimenti semplici e genuini come frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce e olio extravergine di oliva, limitando i prodotti ultra-processati.
Lo stress ha un forte impatto sul nostro corpo, il quale attiva la risposta ‘attacco o fuga’. La produzione, in particolare, di cortisolo (insieme ad adrenalina e noradrenalina) innesca stimoli che vanno a compromettere il rapporto equilibrato che dovremmo avere col cibo, causando l’accumulo di grasso addominale e aumento della glicemia. Un effetto importante sul nostro sistema nervoso.
Riacquisire tranquillità è fondamentale, quali sono gli alimenti ‘cibi del benessere’ che lei consiglia di mangiare e che ci aiutano a superare i momenti down, di crollo emotivo?
È giusto: lo stress influisce moltissimo sul nostro organismo, più di quanto immaginiamo. Quando diventa cronico abbiamo un aumento della produzione di cortisolo, che può di fatto alterare il senso della fame, spingendoci a cercare cibi ricchi di zuccheri e grassi, con conseguenze sul peso corporeo e sulla glicemia. Premesso questo, non esistono alimenti capaci di eliminare lo stress. Esistono, però, alimenti che inseriti in un’alimentazione equilibrata, aiutano il nostro organismo a funzionare meglio come ad esempio il pesce ricco di omega-3, la frutta secca, i legumi, i cereali integrali, la frutta e la verdura, ma anche lo yogurt e il kefir, i quali contribuiscono al benessere del microbiota intestinale, sempre più studiato per il suo legame con il cervello.
Come vedi, il modello Mediterraneo ritorna sempre in prima posizione quando si tratta di benessere.
Alla fine, tutto si riduce sempre a queste poche regole: avere un’alimentazione equilibrata, una buona e costante attività fisica, sonno di qualità e una buona gestione dello stress. Non è il singolo alimento a fare la differenza, ma l’insieme delle nostre abitudini quotidiane. Quando in studio mi rendo conto che è lo stress a remare contro la riuscita di un percorso, oltre alla dieta e al movimento consiglio di abbinare un’attività capace di abbassare la tensione, vale a dire un hobby da praticare nel tempo libero. Pochi minuti al giorno da dedicare alla creatività come dipingere, cantare, suonare, recitare. Tutto ciò che ci consente di abbassare i livelli di stress diventa utile al raggiungimento degli obiettivi.
Sono sempre più i soggetti che oggi hanno problemi legati alla tiroide e/o allergie alimentari. Cosa fare e quanto è importante in questi casi rivolgersi a un professionista che possa consigliare un regime alimentare corretto che agisca in modo mirato sul metabolismo?
Fra le varie patologie esistenti, negli ultimi anni si parla sempre di più di problemi legati alla tiroide, ma anche di allergie e intolleranze alimentari. È sicuramente molto positivo dare maggiore attenzione a queste problematiche, ma è altrettanto importante evitare il ‘fai da te ’ o chiedere informazioni al ‘dottor Google’.
Per quanto riguarda la tiroide, l’alimentazione può essere un valido supporto alla terapia, ma c’è da essere chiari: l’alimentazione non sostituisce le cure mediche. Non esistono alimenti in grado di far lavorare meglio una tiroide che funziona poco o di guarire una malattia tiroidea.
Lo stesso vale per le allergie alimentari da non confondere con le intolleranze. Prima di eliminare un alimento è fondamentale avere una diagnosi certa, che solo un medico può dare. Escludere cibi senza motivo può creare nel lungo termine carenze nutrizionali e rendere l’alimentazione inutilmente restrittiva.
Il ruolo di noi nutrizionisti è proprio quello di suggerire un’alimentazione completa, equilibrata e personalizzata, tenendo conto delle diagnosi mediche di ogni individuo. Il nostro obiettivo non è escludere alimenti, ma aiutare la persona a nutrirsi nel modo più corretto e sicuro possibile.
Ascoltare il proprio corpo, connettersi con sé stessi aumenta il grado di concentrazione. Il benessere fisico richiede movimento. Fare sport, muoversi nei luoghi all’aria aperta ci rigenera. Rinforzare la muscolatura potenzia la nostra forza. Quali consigli ci lascia per quanto riguarda il movimento, l’attività fisica e la cura del corpo?
Mi piace molto, quando parlo con i miei pazienti, paragonare la nostra salute ad un bellissimo ‘Tempio’, costruito su due colonne portanti: l’alimentazione e l’attività fisica! Se manca uno dei due pilastri, il tempio crolla inesorabilmente!
L’attività fisica non serve solo a controllare il peso, ma protegge il cuore, le ossa, i muscoli e migliora anche l’umore e la qualità della vita.
Il consiglio che mi sento di dare è di scegliere un’attività che piaccia. Io, ad esempio, ho praticato arti marziali per più di vent’anni, e ciò mi ha consentito di affrontare meglio i momenti in cui la mia salute ha tentennato. Camminare, andare in bicicletta, nuotare, ballare o fare una semplice passeggiata ogni giorno sono tutte ottime abitudini. La costanza, infatti, vale molto più della prestazione: meglio muoversi trenta minuti tutti i giorni, anziché dedicare due ore all’attività fisica una sola volta ogni dieci giorni!
Il messaggio più importante è quindi questo: ogni movimento conta, anche solo preferire le scale al comodo ascensore. Piccoli gesti quotidiani possono infatti fare una grande differenza nel lungo termine.
Il cibo dovrebbe essere il nostro migliore alleato non un nemico da combattere eppure sono diversi i disturbi alimentari, un argomento estremamente delicato. Chi ne soffre merita ascolto. Molto spesso sono ragazzi, adolescenti oppure adulti fragili. Le origini di questi disturbi possono essere varie, una serie di circostanze, un trauma.
Considerando che sono problematiche che vanno gestite facendo riferimento a più figure mediche e che quindi richiedono l’importanza di un percorso da affrontare insieme, secondo lei quanto può essere d’aiuto sfruttare al meglio l’impatto del linguaggio, le conversazioni, il dialogo durante i pasti?
Questo è un argomento a cui tengo in modo particolare, poiché lavoro moltissimo con persone affette da Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DAN, noti anche come DCA). I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono malattie complesse e non riguardano soltanto il cibo, che solitamente è la punta dell’iceberg di una patologia molto complessa e profonda. Sono, infatti, coinvolti aspetti psicologici, emotivi e relazionali, ed è per questo che devono essere affrontati da un’équipe di professionisti che lavori insieme.
In questo percorso, anche il modo in cui comunichiamo è molto importante. Mi riferisco sia alla comunicazione verbale che a quella non verbale. Commentare continuamente il peso, il corpo o ciò che una persona mangia, anche con buone intenzioni, può aumentare il senso di colpa e il disagio.
Il momento del pasto dovrebbe essere un’occasione di condivisione e non certo di controllo o di conflitto. Per questo motivo una comunicazione empatica e rispettosa può rappresentare un sostegno prezioso all’interno di un percorso terapeutico più ampio, sia da parte della famiglia che da parte dei professionisti che prendono in carico i pazienti che necessitano di un percorso strutturato. È da tenere sempre a mente che il valore di una persona non si misura per niente attraverso il numero segnato sulla bilancia. Il cibo dovrebbe tornare ad essere un alleato non un nemico.
Le farebbe piacere raccontarci il motivo per il quale lei ha scelto questo percorso di studi e non un altro?
Sembra strano ciò che sto per dire, ma in realtà il mio percorso è iniziato dalla Genetica. Entrambe le mie tesi di Laurea le ho elaborate e scritte frequentando laboratori di Genetica e Biologia Molecolare. Queste meravigliose esperienze mi hanno fatto capire quanto sia straordinariamente complesso il nostro organismo e quanto ogni persona sia diversa dall’altra.
Proprio da lì, successivamente, è nata la mia passione per la nutrizione. Mi sono resa conto che l’alimentazione è uno degli strumenti più efficaci che abbiamo per prenderci cura della nostra salute, prevenire molte malattie e migliorare la qualità della vita. Non a caso dico sempre che la vera prevenzione non è quella che noi facciamo quando ci sottoponiamo periodicamente a controlli medici poiché non previene la comparsa di una malattia, ma ci aiuta certamente in quella che può essere una diagnosi precoce, fondamentale per la riuscita di una eventuale terapia. La vera prevenzione si fa a tavola con le sane abitudini di vita: zero fumo, zero alcol, attività fisica e alimentazione sana.
Quello che più amo di questo lavoro è che non consiste semplicemente nel prescrivere una dieta. Significa ascoltare le persone, capire le loro esigenze, il loro stile di vita per poi costruire insieme un percorso che sia davvero sostenibile nel tempo. La mia soddisfazione più grande è quando mi rendo conto di quanto possa cambiare in meglio la vita di una persona dopo un percorso nutrizionale.
La mia formazione da genetista mi ha inoltre insegnato che non esistono soluzioni valide per tutti. Per questo credo profondamente nella nutrizione personalizzata e basata sulle evidenze scientifiche. Ogni paziente è unico di conseguenza anche il percorso nutrizionale deve esserlo.
