Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Antonia Trombetta

Intervista di Antonia Trombetta alla dott.ssa Alessandra Borghese, logopedista e Docente di Logopedia presso l’Istituto “Stelior” de Genève (Suisse) e l’Università di Roma.

Nel 2014 ha conseguito la Laurea in Logopedia presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Due anni dopo, inizia la sua esperienza professionale a pieno titolo, conseguendo sin dall’inizio grandi successi e meriti degni di una vera eccellenza medica.

Dal 2016 ad oggi è docente di logopedia e formatrice nei seguenti corsi: “Autismo e altre comunicopatie. Dalla diagnosi alle terapie”, svolgendo nell’anno successivo l’attività di Tutor di allievi del Corso di “Psycho-Audio-Phonologie”, in tirocinio presso le sedi italiane, provenienti da Francia, Svizzera, Belgio e Marocco. La dott.ssa Borghese ottiene la nomina comePresidente della “Academie Internationale Psycho Audio Phonologie” de Suisse, France et Italie.

Tra il 2018-2019 è docente di “Master di I livello in diagnostica e riabilitazione delle sindromi autistiche e altri disturbi della comunicazione”, seguendo la formazione di I livello per i terapisti della riabilitazione in “funzioni orali e patologie della comunicazione”.

In particolare,tra il 2020-2023,ricopre la carica di docente universitaria per l’università degli Studi “Niccolò Cusano” qualificata in: “Audiologia infantilee dell’età evolutiva”, “Nutrizione clinica”, “attività fisica e alimentazione. Il benessere psico-fisicoe il miglioramento della performance”, oggi anche docente nel “Universitario Master Logopedia” teoria e pratica riabilitativa nei disturbi della comunicazione. Sempre nel 2020 diventa coordinatrice del Corso di Alta formazione “La Balbuzie ed altre disfluenze dell’età evolutiva” presso l’Università Upainuc di Roma.

Lo studio medico Borghese “Foniatria- Logopedia- Riabilitazione” situato a Casoria rappresenta per la provincia di Napoli, nonché estendendo il valore della professionalità all’intero territorio del Sud Italia, un riferimento di altissima professionalità. I pazienti come bambini con autismo ed altre comunicopatie, gli artisti con problematiche vocali quali attori e cantanti (lavorando sull’aspetto della voce parlata, cantata, recitata) oppure professionisti, siano essi insegnati o avvocati che fanno della voce il loro punto di forza, possono interfacciarsi con specialisti empatici e competenti.

Tuttavia, è importante sottolineare il beneficio che la logopedia può fornire nelle problematiche dentali, un grandissimo aiuto, laddove ci sono casi specifici di malocclusionio problematiche posturali della lingua.

La logopedia a 360 gradi, tout court.

Mettersi al servizio di bambini e adulti con disabilità è sicuramente un impegno costante che deve essere svolto con devozione e qualità.Aiutare presuppone “comprendere le problematiche” del caso specifico, sostenere è “reggere il dolore di un genitore” nel vedere il proprio figlio soffrire di una patologia importante. I bambini sono fonte di tenerezza. Un solo sorriso durato un attimo migliora l’umore dei loro parenti. Come si fa a trovare la forza per affiancarli e seguirli in un percorso terapeutico complesso?

Fare riabilitazione significa anche “saper fare riabilitazione”: lavorare con persone con disabilità significa porsi al servizio dell’altro, spogliandosi e privandosi di tutte le problematiche che riguardano la vita personale di tutti i giorni. Un terapista deve certamente saper empatizzare con il paziente entrando in contatto con lui ma, allo stesso tempo, non deve trasmettergli sensazioni negative come ansia, paura, preoccupazione… proprio perché, soprattutto con i bambini, è necessaria tutta l’attenzione possibile. I genitori sono “i nostri primi pazienti” poiché, assistendo alle sedute dei propri figli, spesso sono affranti, demotivati. I poco informati sui contenuti che caratterizzano il percorso riabilitativo, vanno dunque indirizzati e ispirati, date loro tutte le spiegazioni possibili affinché diventino un elemento determinante nel percorso riabilitativo del proprio parente.

Sostenere un paziente, in particolare, con disabilità richiede in primis fare leva sulle proprie conoscenze e studi continui unendo ad essi anche un grande lavoro susé stessi, in termini di empatia, dedizione, costanza. Ciò che conta realmente è il dialogo che si viene a creare tra il terapista e il genitore: è questo ciò che da’ alle famiglie la forza di combattere. Il confronto diretto, la risposta alle loro domande, questo da’  loro tanta forza. Sapere di poter contare su qualcuno che dia loro risposte e possibilità.

Pochi giorni fale è stato consegnato il Premio “Donna è milleculure” ispirato a “Napulè” di Pino Daniele e ideato da “Cultura a Colori” per il suo impegno instancabile nel campo della salute. Un premio che celebra i colori, le storie ele molteplici identità dell’universo femminile. Cosa ha significato per lei ricevere questo riconoscimento? Alla luce del suo percorso e in qualità di docente, le farebbe piacere fornire un consiglio diretto ai giovani tirocinanti che scelgono questa professione?

È stato molto bello ricevere questo premio, sia come donna sia come rappresentante della salute in campo medico-sanitario. Il nostro lavoro è un po’ una missione e sapere che può essere celebrato attraverso un evento importante come una premiazione, è anche un’occasione per diffondere a livello mediatico, il nostro contributo ormai trentennale nell’ambito della riabilitazione. Mi sento di consigliare ai futuri terapisti di essere sempre aperti all’apprendimentodi nuove conoscenze, ma anche di ricercare con spirito di conquista e di grinta la strategia personalizzata più adeguata per gestire diagnosi apparentemente simili appartenenti a persone completamente diverse tra loro.

La voce ci permette di comunicare. Il passaggio d’aria all’interno del nostro apparato fonatorio (laringe) generale vibrazioni delle corde vocali, di conseguenza nascono suoni che caratterizzano la nostra voce. Grazie ad essa il soggetto parlatesi distingue per una propria identità tonale. Quanto è importante per un cantante, attore, un professionista della comunicazione/voce lavorare sul tono e problematiche vocali?

Il lavoro sulla voce fa parte del profilo professionale del Logopedista. Per “lavoro sulla voce” si intende l’intervento su eventuali disturbi della voce parlata, cantata, recitata. È importante il contributo della figura del medico-foniatra, del logopedista, nonché dell’insegnante di canto e/o recitazione nella vita di un artista o di un professionista della voce, proprio perché dove si ferma il talento… subentra e interviene la tecnica.

Oggi molte persone ricorrono a trattamenti ortodontici che offrono anche soluzioni più pratiche e confortevoli. Un paziente parafunzionale o disfunzionale quali miglioranti raggiunge unendo la logopedia (lavoro sul muscolo) al trattamento dentale (lavoro sull’osso)?

La logopedia abbraccia moltissime branche in riabilitazione, tra queste anche il campo dell’ortodonzia, attraverso un tipo di intervento mio funzionale rivolto soprattutto al recupero delle deglutizioni disfunzionali e degli squilibri muscolari orofacciali. Il lavoro sinergico tra la figura del Logopedista e del Dentista, favorisce un recupero funzionale e anatomico da parte del paziente, in tempi più brevi, rispetto al passato, nella cura dell’ortodonzia.

Con quali tipi di disabilità ha maggiormente contatto nel suo studio? Il recupero in termini di risorse psico-fisicheè soggettivo oppure lei riesce a dare segni di miglioramento già in un tempo breveall’incirca qualche mese?

Dal punto di vista delle principali comunicopatie, oggi, la più diffusa è certamente l’autismo (di cui si parla anche tanto), laddove negli ultimi trent’anni c’è stato un aumento esponenziale del numero di casi. A questo seguono altre comunicopatie come le sindromi da deficit dell’attenzione con o senza iperattività (ADHD), altre sindromi oligofreniche, turbe del comportamento in senso adattivo e sociale, disturbi dell’apprendimento curricolare e scolastico (i famosi DSA), Balbuzie e altre influenze dell’età evolutiva… oltre alle classiche comunicopatie, come le sindromi di Down, le sordità, le afasie e le paralisi cerebrali infantili (PCI) che da sempre sono esistite nel nostro campo e mantengono un andamento costante. 

I risultati possono avvenire attraverso obiettivi che ci si prefissa di ottenere a breve, medio e lungo termine. Ma ciò che fa davvero la differenza è non solo la qualità del lavoro da parte del logopedista, ma anche la partecipazione attiva dei familiari e degli educatori del paziente, che intervengono nella riabilitazione di grandi e piccoli. Solo attraverso un lavoro sinergico, intensivo, costante e competente è possibile raggiungere i risultati migliori.

 

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