Riceviamo e pubblichiamo il contributo di Massimo Cogliandro

Non ambisco ad appartenere al genere di meridionali che abitualmente piangono le differenze tra il nord avanzato ed il sud arretrato. Però mi è sempre più evidente l’esistenza di discriminanti erogazioni statali di fondi per le quali gli enti locali del nord che così possono progettare e mantenere servizi in più degli enti locali del sud, alla canna del gas. Il mio intento non è denunziare queste differenze affinché quelle genti le perdano, ma per agevolare la parità e quindi poter vedere i meridionali usufruire di pari diritti!

Sono da poco rientrato da Milano ed ho colto alcune prove di questa diversificazione. Camminando per quella città mi sono imbattuto in box metallici (ne ho fotografato uno nel Parco Vittorio Formentano) che erogano acqua liscia e gassata, gratuitamente, nel massimo di 6 litri giornalieri a persona. Al Sud molti comuni, anche in questi periodi autunnali, hanno l’acqua razionata e non riescono, con i loro bilanci a ristabilire il servizio, altro che acqua gassata!

Sempre nel mio pellegrinare in quella città ho notato la presenza di tombini intestati “Meteoriche” evidentemente necessari ad ispezioni nella condotta di raccolta delle acque piovane. Tipo di condotta mai vista, forse per mia colpa, in tutte le città meridionali che ho visitato! Quindi un comune come Milano ha fondi necessari per erogare gratuitamente, l’acqua gassata ed anche per creare e gestire una conduttura per la raccolta delle acqua piovane! Mentre città come Reggio Calabria, Ragusa, Siracusa e tante altre meridionali non trovano i fondi necessari per approvvigionare, anche a mezzo dello scavo di nuovi pozzi, l’acqua nelle case dei loro cittadini, anche in periodi non estivi!

Continuando a camminare per Milano ho potuto notare l’estesa “righierizzazzione” dei marciapiedi cittadini che sicuramente avrà avuto un costo ingente visto il chilometraggio presente. L’iniziativa è sicuramente valida specie per dare maggiore sicurezza ai pedoni e varchi certi di attraversamento stradale, ma è sicuramente un infrastruttura non presente, né lontanamente ipotizzabile nel Meridione!

In quella città ho anche notato centinaia di biciclette elettriche comunali, raramente utilizzate, anche per detta dei residenti. Interrogata internet mi comunicava l’esistenza di oltre trecento stalli, anche di ricarica elettrica, per 6.000 bici di cui circa 1/5 a pedalata assistita. Ad onor del vero esistono anche a Reggio Calabria ed in altre città del Meridione e personalmente ritengo discutibile l’impegno di spesa in confronto alla presenza di ben più gravi necessità pubbliche!

Ho quindi interrogato internet sullo stesso argomento per Reggio Calabria ed evidenzio l’usuale discrasia nella fornitura, logicamente in beneficio della città del nord ovvero: Milano con 1.390.000 abitanti circa riceve nr. 6.000 biciclette ovvero 1 ogni 231 persone. Reggio Calabri con168.000 abitanti circa riceve 130 biciclette ovvero 1 ogni 1.292 abitanti.

Questi soldi, anche se sicuramente, hanno finalità ecologiche e salutari, ma che in pratica, a mio giudizio, sono stati spesi male visto la scarso gradimento ricevuto, specie nella pianeggiante Milano, potevano venir spesi per il soddisfacimento dei diritti basilari di tutti i cittadini italiani. Ovvero il Ministero che ha erogato questa “necessaria” ed assolutamente poco utilizzata fornitura nazionale di bicilette prima si sarebbe dovuto porre il problema di facilitare spese di maggiore importanza!

Ed inoltre: perchè a Milano danno il quintuplo delle biciclette, proporzionalmente spettanti per singolo abitante, in confronto a Reggio Calabria? Secondo loro è meno importante che quest’ultimo comune abbia problemi a riparare le buche stradali, le perdite idriche e via dicendo!! Doppio schiaffo alle necessità del Meridione, con un’unica attività!

Correva l’anno 2007 e l’allora Ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, coniò il termine “bamboccioni”. Con mio sommo piacere ho potuto constatare che il comune di Bergamo contrasta fermamente questo fenomeno ed offre ben 200 € mensili per tre anni a tutti quei giovani, under 35 e con un determinato Isee (contributo stabilito per legge erogato tramite fondi di regioni e comuni), che voglia uscire dal nucleo familiare originario o trasferirsi a Bergamo, con numerosi manifesti che ritraggono giovani sorridenti con un mazzo di chiavi in mano.

La pregevole iniziativa, presente anche a Milano ed in altre città italiane, a mio giudizio, è ulteriore prova di quanto i servizi locali nordisti non necessitino di ristrutturazioni, contrariamente a quelli precari e rattoppati messi in opera e gestiti dagli enti locali meridionali! Ovvero quel comune ha avuto ed ha, fino all’adozione di queste delibere, fondi necessari per approntare gli adeguati servizi territoriali ai cittadini che ora non necessitano grandi interventi, quindi può dirottare i fondi che gli arrivano verso nuovi servizi inimmaginabili al Sud! Infatti a Reggio Calabria il contributo per gli affitti è sospeso dal 2021 in attesa di rifinanziamento. Quindi nel Meridione lo stato dei finanziamenti è sempre stato minimale tanto che qualunque bene, servizio o misura di pubblica utilità risulta di natura precaria e necessaria di costanti ristrutturazioni.

È quindi chiaro che i comuni del nord Italia hanno i pensieri rivolti ad una sorta di surplus di servizi ai cittadini mentre quelli del Sud Italia stentano a dare il minimo dei servizi necessari e di natura decente! Per dirla semplicisticamente: Milano capitale dello spreco dei soldi pubblici in beffa al Meridione impoverito!

Da sempre le opere pubbliche, quelle denominate “infrastrutturali” sono state pagate con soldi pubblici dallo stato. Questo ha fatto sì che le innumerevoli infrastrutture, costruite prevalentemente al nord, pesassero notevolmente sul bilancio statale e creassero debito pubblico. Pensate che in Europa l’Italia è la nazione con la maggiore percentuale di chilometri di linee ferroviarie e treni per abitante. Tenendo conto che a Matera il treno ancora non arriva e che nel Meridione non mi pare di vedere questa grande quantità di treni in movimento dove credete abbiano costruito tutte queste linee ferroviarie e dove saranno tutti questi rotabili?

Mi piace aprire una parentesi con mie esperienze personali: essendo nato a Roma da genitori di Reggio Calabria ho sempre fatto la spola tra le due città. Quando chiedevo ai miei parenti, per lo più ferrovieri, il perché non vedessi viaggiare a Reggio Calabria materiale rotabile nuovo, che invece notavo nella mia città natia, la loro risposta, all’unisono, dei miei parenti ferrovieri era che: il nuovo materiale rotabile lo davano al nord, poi passava al centro ed infine veniva destinato al sud Italia!

Continuando nei miei ricordi personali: era il 1986, alla mia prima esperienza da pendolare mi trovai, di mattina presto, nell’affollatissima stazione ferroviaria di Pellaro (RC). Allora c’era ancora il capostazione, figure, credo, in tutt’Italia drasticamente eliminate a causa della tecnologia. Vidi arrivare, all’orario di quello che dovevo prendere, un treno “storico” con locomotiva a vapore alimentata a carbone, forse una FS740 o qualcosa del genere, con alcune carrozze “Centosportelli”, con gli interni in legno e la scritta 3^ classe, bellissimo ma del 1.800!

Meravigliatomi e vista la frotta di ragazzini che lo assaltava mi rivolsi al capo stazione, ritenendo fosse una gita organizzata dalle ferrovie e gli chiesi spiegazioni. Per tutta risposta fui sbeffeggiato ed esortato a prendere quel treno che ancora in servizio sulle tratte locali e che mi avrebbe fatto compagnia fino all’elettrificazione della linea, alternato a qualche più recente locomotore a gasolio! Per notizia aggiungo che l’ultimazione del raddoppio dei binari su questa tratta è stata ultimata nel 2023! Ma tanti altri chilometri di linee ferrate non sono raddoppiati nel Meridione!

Queste ordinarie storielle di latente razzismo nordista stranamente mai percepito dai Meridionali mi lasciano basito nonostante veniamo considerati gente focosa, orgogliosa addirittura suscettibili! Ma tutto fluisce tranquillamente nell’usuale iniquità di genere: settentrionale / meridionale!

In quest’ottica è giusto e d’uso, anzi oserei dire: d’obbligo, non trovare un rigo di lamentela sui giornali od un impeto di orgoglio dei governatori della Calabria e della Sicilia sull’imputazione di spesa per la costruzione del Ponte sullo Stretto! Ammesso che il governo riesca mai a sbloccare la vicenda, alla luce della legnata della Corte dei Conti, e visto che non mi aspetto che i Meridionali si ribellino, visto che nessun organo di stampa o politico meridionale si ribella alla notizia che i fondi regionali destinati allo sviluppo dovranno essere assorbiti da questa costruzione!

Ovvero si progettano autostrade, trafori, ferrovie ponti e porti al nord e vengono addebitati a tutti gli italiani in parti uguali con le nostre tasse. Viene predisposta una discutibile ed imponente opera infrastrutturale come il ponte e stabiliscono che le spese devono essere maggiormente pagate dalle due regioni: Sicilia e Calabria ?! Così strangolando le due regioni che saranno costrette ad erogare minori servizi ai loro cittadini!

Quando funzioneranno questi articoli che sono il trillo di una sveglia? Quando si sveglieranno i miei compaesani meridionali? Quando capiranno che serve una rappresentanza politica territoriale meridionale? Non mi stancherò mai di ripeterlo!

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