Antonio Bianco senior
Oramai è solo un sogno del passato la sanità universale e gratuita per tutti,si fanno strada le assicurazioni sanitarie ed i fondi integrativi che, pur coprendo una quota esigua della spesa sanitaria totale pari al 13-14% (circa 6 miliardi nel 2024), modificano la struttura della legge 883/1978 istitutiva del SSN. Sono tanti, troppi, coloro che sono costretti a sostenere di tasca propria la spesa sanitaria, cosiddetta “out of pocket”, circa 40 miliardi sono versati per prestazioni non erogate dal SSN, mentre 6 milioni di persone con un reddito ai limiti della sopravvivenza non si curano né fanno prevenzione delle più comuni patologie (Fondazione Gimbe report/2025, Il Sole 24 Ore Salute, 26 novembre 2025).Inoltre l’attività professionale intramoenia svolta nelle strutture sanitaria pubbliche rimpingua solo il portafoglio dei medici, impone ulteriori costi all’assistito, oltre a quelli già versati per sostenere il SSN, in assenza di significativi effetti positivi sulle liste di attesa.
Rilevante è l’Economia Non Osservata (ENO) in quanto non è rilevata dalle statistiche ufficialiche, nel 2023 ha raggiunto 217 miliardi che incidono sul PIL per il 10,2% in aumento rispetto al 2022 del 7,5%. Ricomprende: l’economia sommersa costituita da lavoro irregolare e dichiarazione redditi infedeli per un valore di 198 miliardi; dalle attività illegali quali droga, contrabbando e prostituzione per 20 miliardi. I lavoratori irregolari sono 3 milioni e 132 mila unità (ISTAT del 17 ottobre 2025, anni di riferimento 2020-2023). Tenuto conto che le risorse del PNRR sono state dirottate in maggior misura verso il Nord e con l’Economia Non Osservata fuori controllo, non sarà possibile ridurre il gap infrastrutturale e socio-economico del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese. Resteremo divisi e separati senza che mai si sia realizzata l’unità d’Italia.
