di Antonio Scialpi
Dacci oggi il nostro pane quotidiano. L’implorazione della più nota invocazione a Dio, che per le religioni monoteiste del Mediterraneo è sempre il comune Dio di Abramo, a Gaza è rovesciato.
Per i palestinesi il Padre nostro è rovesciato. Diamo ai bambini e alle loro famiglie, il pane quotidiano. Un gesto di alto valore umanitario. Un tempo il pane come Dio era simbolo di identità e di diversità del Mediterraneo. (Braudel) Anche questo rovesciato.
Il pane sì, ma avvelenato dalle armi. Come dire, dacci oggi la nostra morte quotidiana. Il pane che unisce, la vita, non ci sono più nel Mediteranno di oggi e del sud del Mondo. Sospeso tra armi e migrazioni. Il diritto alla vita e al cibo è trasformato in certezza di morte. Nell’era dei droni intelligenti, istupiditi dalla ferocia umana.
Il più riprovevole dei gesti della disumanità di questo primo quarto del XXI secolo. Attirare i gruppi affamati e disperati, con le scodelle vuote da tempo, e riempirle di cibo armato. Un ossimoro. Con le scuse pronte: errori tecnici, colpi deterrenti. Nelle guerre non esistono errori tecnici. In quella Israeliano-palestinese è tutto scientificamente predisposto, violando anche i codici di guerra. Perché anche le guerre hanno dei codici. Ma lì è saltato tutto. E’ la guerra un errore tecnico.
Bisogna andare indietro nella storia del secolo breve per trovare analogie. I nazisti erano i soli capaci di queste rappresaglie e sulle popolazioni inermi, sui prigionieri internati. Nelle storie dei soldati internati, eroi dimenticati dalla storia italiana, si ritrovano storie ciniche e malvage di questo tipo. I soldati in preda alla fame che cercavano bucce di patate o residui di cibo tra i rifiuti per alimentarsi venivano fucilati all’istante dalle SS. Molti ebrei finirono anche così le loro esistenze. A afre la doccia nel forno crematorio. Storie dimenticate o più verosimilmente rimosse o, peggio, introiettate da uomini malvagi come Netanyahu. Eseguivamo solo ordini, si giustificò al processo Eichmann, il genio della distruzione di massa degli ebrei e degli oppositori al nazifascismo. Perché non pensavano. (Anna Arendt). E a Gaza chi commette errori tecnici pensa? Gaza come Auschwitz. Si respira la stessa aria di morte di innocenti.
E così ignorato o rimosso o introiettato tutto, la banalità del male si ripresenta sulla scena tragica della storia, cambiando quello che c’è da cambiare, in altre aree del mondo, nella Palestina di oggi. E così si ribalta la dialettica vittima carnefice. I governanti delle vittime di ieri oggi si appalesano come nuovi carnefici, le vittime sono povericristi allo sbando. E anche il diritto alla terra patria.
Non ho nulla da eccepire sulla nascita dello Stato di Israele. Era un diritto. Per oltre trent’anni mi sono occupato di Shoah e mi occupo ancora. Anche per i palestinesi c’è un diritto sacro alla terra patria. Quello che il tycoon americano aveva rappresentato qualche mese fa con l’intelligenza artificiale, Gaza sistema di resort sul Mediterraneo per i ricchi del mondo, ora viene pervicacemente eseguito dal presidente israeliano. Spingere i palestinesi a lasciare la striscia di Gaza. Spingere è un eufemismo. Si chiamava ai tempi dei nazisti deportazione. D’altronde con lo spopolamento del Sud Italia si sta verificando la stessa cosa. Lasciare la propria terra ai ricchi gaudenti del turismo milionario.
Il nuovo pontefice ha rotto la moderazione diplomatica che lo caratterizza dopo che hanno sparato sulla Croce, per errore tecnico…Senza mezzi termini o sussurri ha deplorato l’uso indiscriminato della forza, del trasferimento forzato della popolazione, chiedendoai potenti del mondo (che non lo ascoltano) di consentire l’aumento degli aiuti umanitari in modo tale che le file mostruose e accalcate degli affamati, sotto il sole e sotto la mira delle armi…intelligenti abbiano fine. Ha condannato anche le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania, richiamando il trattato Chiesa e Palestina del 2015 e la tutela di ogni luogo di culto.
Una barbarie apocalittica. Solo che i cosiddetti barbari non possedevano satelliti, droni, armi di sterminio di massa. Men che meno potenti e sofisticati sistemi di Intelligence.
Il disegno è chiaro: annientare la striscia di Gaza. Deportare la popolazione. Distruggerla con l’uccisone dei bambini. Come i turchi con gli Armeni nel 1915. Come i nazisti con gli ebrei.
E i sopravvissuti allo sterminio dove andranno? Due scenari. Il primo, più immediato, è spingerli di più verso i terroristi e facinorosi di Hamas, con effetti indotti sul terrorismo internazionale e la lotta violenta irrazionale.Di generazione in generazione e a distanza di tempo.
La seconda, più catastrofica della prima, un esodo da Gaza con nessun stato disponile ad ospitarli.E il cerchio si chiude irrimediabilmente. L’Italia del governo non può restare indifferente alla guerra e allo sterminio. Ha conosciuto deportazioni e ed esodi. Mi riferisco all’esodo dall’Italia giuliana ai tempi di Tito nel 1947. Ma oggi la memoria dura purtroppo un giorno. Intanto, dacci il nostro pane armato.
